Non si smette mai di sentirsi figli…

Non si smette mai di sentirsi figli

Per noi figli i genitori sono un porto sicuro, un approdo dopo un lungo navigare. Scioccamente pensiamo che restino sempre sani e forti, forse un po’ per troppo amore, forse un po’ per egoismo.

Vorremmo non invecchiassero mai perché, nonostante anche noi siamo genitori, non smettiamo mai di sentirci figli.

Da piccoli consideriamo i nostri genitori come dei supereroi, sempre pronti a venirci in aiuto e imbattibili e anche ora che siamo adulti continuiamo a raccontarci questa bugia. Ma le bugie, si sa, hanno le gambe corte. Col passare del tempo iniziamo a percepirli più fragili, vulnerabili, più umani. Questo avviene ancor di più quando uno di loro si ammala.

La malattia di un genitore è un avvenimento che destabilizza, che rompe gli equilibri! Sono i figli ad avere bisogno del sostegno dei genitori e non viceversa….

Niente di più sbagliato. In questi casi spetta ai figli indossare il mantello da supereroe e combattere con i denti e con le unghie per sconfiggere il male che minaccia la serenità dei propri cari. E’ terribile, spesso non ci si sente all’altezza, si vorrebbe fare di più ma non si sa cosa.

Ma a volte l’unica cosa da fare è anche la più semplice: esserci, far sentire la propria presenza, far capire che il cammino da compiere, seppur lungo e tortuoso, sarà più semplice perché fatto insieme.

Mi viene in mente una bellissima immagine, un ricordo che penso tutti gli adulti conservino in un angolino del proprio cuore. Un papà che insegna a nuotare al proprio figlio e che, per rassicurarlo e fargli sentire la propria presenza, gli tiene la mano sotto la pancia sussurandogli che non la toglierà…. Un gesto semplice ma che racchiude in sé un significato enorme.

Bene, quando un genitore si ammala le parti si invertono: è del figlio quella mano sotto la pancia ed è sempre del figlio quella voce che sussurra: “stai tranquillo, ci sono io con te!”

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