Mamma non si diventa in sala parto

Mamma non si diventa in sala parto

Come ho già scritto, sono una fautrice della verità a tutti i costi. Oggi voglio dire la mia verità sulla maternità. Ho sempre avuto un forte senso materno, un grande desiderio di avere un figlio; così quando grazie ad un test di gravidanza casalingo ho scoperto di essere incinta, mi è sembrato di toccare il cielo con un dito. Pian piano ho percepito i primi movimenti della mia bimba, l’ho sentita crescere dentro di me giorno dopo giorno ed è stato bellissimo. Quando il giorno del parto la dottoressa ha appoggiato su di me quel piccolo fagotto, mi sono emozionata e guardandola negli occhi ho capito che quell’esserino mi avrebbe stravolto la vita.

Tornata a casa dall’ospedale ho  iniziato  a sentirmi strana, volevo essere felice, sapevo di avere tutti  i motivi per esserlo ma non era così, mi sentivo triste e il mio umore era davvero ballerino. Tipica fase di depressione post partum! Per fortuna ho avuto accanto persone che mi hanno supportato e sopportato, ma la guerra che si scatenava quotidianamente nella mia testa nessuno poteva sedarla. Guardavo la mia splendida bambina e la sentivo come un’estranea, temevo di non essere all’altezza di prendermi cura di lei, ero  dolorante e stanca e di conseguenza perdevo facilmente la pazienza. Il primo mese è stata davvero dura, a volte, e mi vergogno un po’ a dirlo, avrei voluto che mia figlia fosse un pacco postale da rispedire al mittente. Tutto questo ovviamente mi ha fatto sentire un mostro, una mamma degenere, una persona incapace di capire la grandezza del dono ricevuto.

Ora la situazione è diversa. Sono diventata mamma.

Sì, perché non è il parto a farti diventare mamma. La paura che la tua bimba non respiri bene che ti tiene sveglia di notte, il senso di impotenza che ti assale quando piange per le colichette, la voglia di dedicare ogni attimo del tuo tempo libero a lei rinunciando volentieri a tutto il resto, guardarla mentre dorme e immaginarla grande… queste sono le cose che ti fanno diventare una mamma.

Accanto alla felicità del mio nuovo status di mamma però c’è anche molta rabbia per quello che  ho sofferto a causa delle cose non dette.

Ho letto decine e decine di articoli e post su siti dedicati alle neo mamme e mi sembrava che nessuno vivesse quello che stavo vivendo io, mi sentivo un’aliena. Quando ho avuto il coraggio di esternare il mio malessere mi sono sentita dire frasi tipo “non preoccuparti, non lo dice nessuno ma è così per tante mamme” . Allora perché non dirlo? Perché sbandierare ai quattro venti solo le gioie del diventare mamma e omettere questi aspetti? Io ho deciso di condividere questa mia esperienza nella speranza che queste poche righe possano evitare, anche ad una sola donna, di sentirsi inadeguata e sbagliata, come mi sono sentita io e per testimoniare che, una volta passato il primo periodo,

diventare mamma è la cosa più bella che possa succedere ad una donna.

 

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